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Temulawak (Curcuma zanthorizza)

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Description

Scientific name: Curcuma zanthorizza

Family: Zingeberaceae

Common name: Temulawak, Java Saffron.

Distilled part: rhizomes

Harvest origin: Indonesia

 

Olfactory family: Woody, Earthy.

Note: Head/Heart

Persistence on cardboard (mouillettes): approximately 24 hours

 

Odor, impressions of jarguna (Marco): Dry, clayey soil with dried herbs, woods, spices, gives me a bit of Guaiacwood (Bulnesia sarmientoi), small parts of coumarins, undertones of ethyl maltol. I have the sensation like smelling the inside of a dried citrus.

A fantastic essence for those who like to make perfumes with an earthy character.

 

Etimologia –
Il termine Curcuma proviene dal sanscrito kum kuma attraverso l’arabo kurkum.
L’epiteto specifico zanthorrhiza è una variante ortografica di xanthorrhiza che deriva dal greco κίτρινος, giallo e ρίζα, radice, quindi “radice gialla”, che si riferisce alle varietà giallastre che sono preferite in alcuni paesi (Hermann, 1997).

 

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Lo Zafferano di Giava è una pianta originaria dell’Indonesia, più precisamente dell’isola di Giava, dalla quale si è diffusa in diversi luoghi della regione biogeografica della Malesia. Attualmente, la maggior parte è coltivato in Indonesia, Malesia, Tailandia e Filippine. Al di fuori del Sud-est asiatico, possono essere trovate coltivazioni anche in Cina, Indocina, Barbados, India, Giappone, Corea, Stati Uniti e alcuni paesi in Europa.
L’habitat naturale della Curcuma zanthorrhiza è quello delle sponde dei fiumi ad un’altitudine di circa 800 metri nello Yunnan meridionale e nei boschetti e foreste di teak, principalmente su suoli umidi, fertili e ricchi di humus.

 

Usi e Tradizioni –
La Curcuma zanthorrhiza prende vari nomi ed è nota col nome di temulawak, zenzero di Java, curcuma Javanese o come koneng gede in sundanese e come temu labak in madurese. Il nome scientifico è talvolta scritto come Curcuma xanthorrhiza ma questa è una variante ortografica.
La Curcuma zanthorrhiza è un’importante erba nella medicina tradizionale indonesiana dove viene raccolta allo stato selvatico ed è anche comunemente coltivata, principalmente su scala da giardino, a Giava, Malesia peninsulare, Filippine e Thailandia ed occasionalmente anche in India.
Il rizoma contiene un olio etereo (5ml per kg), costituito principalmente da sesquiterpeni. C’è anche un certo contenuto di curcumina (almeno l’1%) e amido.
Questa pianta si usa per la dispepsia.
È anche una spezia e secondo una fonte è un efficace deterrente e pesticida per gli acari dei funghi.
Tra gli usi commestibili si ricorda che dalle radici viene ottenuto un amido che viene utilizzato per il porridge e come budino.

L’amido si estrae grattugiando i rizomi e impastando le grate in acqua sopra un setaccio. Questo processo viene ripetuto per diversi giorni e l’acqua sopra la sospensione viene ripetutamente rinnovata fino a quando non rimane incolore quando il deposito viene pressato. Quindi il liquame viene lavato via fino a quando l’amaro non è scomparso e la maggior parte dell’odore pungente è scomparsa.
Si dice che l’amido sia di buona qualità ed è facilmente digeribile anche per i neonati.
I giovani steli in crescita e le parti del rizoma vengono consumati come verdura cruda o cotta. I fiori sono consumati cotti e unti al riso.
Viene anche preparata una bevanda analcolica dal sapore dolce, chiamata ‘bir temu lawak’, cuocendo pezzi di rizomi essiccati in acqua e aggiungendo zucchero.
Sono importanti ai fini medicinali i rizomi che sono un ingrediente importante in molti “jamus” (preparazioni medicinali tradizionali indonesiane).
Si dice che siano antiinfiammatori, colagoghi, febbrifughi, galattagoghi e lassativi. Sono usati per trattare vari disturbi addominali e disturbi del fegato, inclusi ittero e calcoli biliari.
Un decotto del rizoma è anche usato come rimedio per febbre e costipazione e assunto dalle donne per ridurre l’infiammazione uterina dopo il parto. Altre applicazioni sono contro diarrea sanguinolenta, dissenteria, infiammazione del retto, emorroidi, disturbi di stomaco causati da raffreddore, ferite infette, eruzioni cutanee, acne vulgaris, eczema, vaiolo e anoressia.
Tra gli altri usi si ricorda che dai rizomi si ottiene un colorante giallo.

Modalità di Preparazione –
Lo Zafferano di Giava, oltre che per usi medicinali, trova applicazione in cucina per estrarre un amido dalle radici, con un particolare procedimento, sopra descritto; inoltre I gli steli teneri le parti del rizoma vengono consumati come verdura cruda o cotta, così come i fiori che vengono consumati cotti e unti al riso.
Cuocendo pezzi di rizomi essiccati in acqua e aggiungendo zucchero si prepara una bevanda analcolica dal sapore dolce, chiamata ‘bir temu lawak’.

 

Fonti: Antropocene.it

 

Additional information
Millilitres

5 ml

,

10 ml