Jupiter 8


Per innaugurare il mio decennio con questro grande strumento ho deciso di lanciare un’altra sfida, cioè pubblicare un Album tutto dedicato a lui.

Il Jupiter 8 è un sintetizzatore analogico della Roland dei primi anni ottanta, ha fatto storia con grandi musicisti e band come Jean Micheal Jarre, Kitaro, Duran-Duran, Tears for Fears.

Oggi dove tutto è virtuale, campionato, quantizzato, looppato, arricchito di mille effetti, ove il limite si ferma solo nella capacità del processore del nostro computers, ecco la mia sfida, un solo strumento, in anni di appunti sul Jupiter 8 che mi sono serviti come appunti, studi, campionamenti e varie traccie già pubblicate, adesso presento questo Album tutto dedicato ai suoi suoni, ovviamente con mie interpretazioni. Ho voluto ulteriormente sfidare me stesso e l’ascoltatore evitando qualsiasi effetto aggiuntivo, neanche un Chorus, Delay o un Riverbero per arricchire la forma d’onda e renderla più melodica o “pastosa”, un sintetizzatore in vecchio stile, con le sue aberranze, variazioni e oscillazioni di intonazione proprio per esaltare le qualità di un vero spettro sonoro generato da valvole e circuiti reali, alla faccia del virtual instrument!

Nel tempo tanti nel settore della musica mi hanno spronato a gettare via i vecchi cimeli analogici, ove orami tutto è emultato e ricostruito virtualmente, a volte con suoni davvero impressionanti, fin troppo, stabilizzati ed arricchiti di effetti, i sequencer all’interno dei singoli plugins rendono appetibili questi nuovi strumenti che tra l’altro sono molto più facili da manovrare e stracarichi di presettaggi (preset), ma la passione e il divertimento di giocare con manopole reali non mi hanno mai fermato, ed è così dal 1994 con il mio primo Synth, l’M1 della Korg.

Non più un Album di carattere Ambient come li ho sempre affrontati e soprattutto prodotti, ispirandomi a paesaggi o situazioni che ho visto, questo è il risultato di una pura esplorazione, espressa in suoni crudi, grezzi, ruvidi, presenti, a volte agghiaccianti, proprio per la sua capacità di generare tantissime armoniche, il Jupiter 8 è una macchina versatile, potente e per essere uno strumento analogico è persino polifonico, cioè può generare più di una nota alla volta, e per essere più precisi 8, per l’appunto parte del suo nome, rivoluzionario per quei tempi.

Normalmente una musica melodica e soave è costruita su una struttura di poche armoniche o almeno il più possibile sintoniche, ovvero, cercando di evitare le frequenze di disturbo, infatti in un Album Ambient che si rispetti (melodico) le frequenze sono tagliate, abbassando le numerose armoniche con il Cutoff (classico filtro nelle sintesi sottrattive) prodotte dai sintetizzatori, realizzando di conseguenza Pad (tappeti) morbidi che trascinano l’ascoltatore in paesaggi sognanti e ad abbandonare le tensioni del corpo. In Jupiter 8 il caso è completamente diverso, oscillatori esasperati a generare frequenze complesse tanto da far impazzire un’oscilloscopio, non si sogna! ma bansì si scoprirà come il suono pervade un corpo e ne alteri le sue tensioni compreso le sue funzioni biologiche, ritmo del cuore e della respirazione, adrenalina, ossitocina e perché no anche gli stimoli intestinali.

Infatti la musica Heavy Metal produce tutte queste alterazioni fatta soprattutto da distorsioni delle chitarre (effetto che genera armoniche dissonanti fra loro) e ritmo incalzante della batteria esaltando le funzioni del sistema simpatico e inibendo così il sistema parasimpatico.

Ma tranqullizzatevi! Non ho nessun messaggio subliminare da idurre.

Il sistema nervoso simpatico ha la funzione di mobilitare le risorse energetiche nel caso di situazioni di pericolo o emergenza, esso induce per esempio una serie di risposte fisiche tra cui:

aumento delle contrazioni cardiache, aumento della pressione, dilatazione delle pupille, inibizione della produzione di saliva, secrezione eccessiva delle ghiandole lacrimali, inibisce la digestione, induce la ghiandola surrenale a produrre adrenalina.

Il sistema parasimpatico invece funziona esattamente all’opposto, favorendo le attività caratteristiche dei momenti di relax.

Non c’è che dire, amo il parasimpatico! anche se nei precedenti Album ho sempre cercato di oscillare fra i due sistemi (nervosi), sia per indurre la persona al rilassamento sia esprimere dinamica e grinta, o stato di inquietudine come in “Oscure Presenze”.

A tutti gli effetti nell’Album “Jupiter 8, notes from 2004 – 2014” non c’è solo esasperazione delle frequenze ma anche momenti più leggeri e di ricerca contemplativa, anche se si dovrà aspettare la dodicesima traccia “Plateaux in Jade” o ispirarsi alla natura come in “Silicon Forest”, un tentativo di riprodurre suoni di una foresta, situazioni divertenti come “Hal9000 VS C1P8” una discussione fra due macchine dislessiche, ripiombando in un potente arpeggio come in “Rise to Resonance” e l’interminabile “Adrenaline Depen-dance”, in cui gli arpeggi si sovrappongono allo sfinimento.

Auguro a tutti una piacevole esplorazione del proprio corpo invasi dalle frequenze del Jupiter 8.