Explore From Satellite


Sa bene colui che ha il desiderio di esplorare tendere a spingersi un po’ ovunque.

Oggi più che mai chiunque può “avventurarsi” anche comodamente a casa propria. Mi sto riferendo all’immenso mondo virtuale che scorre nei nostri computers, ovvero internet. Ebbene io mi sono divertito a setacciare con un famoso programma, territori disabitati un po’ ovunque nell’intero globo terrestre attraverso foto scattate dai satelliti.
Conformazioni montuose, gli andamenti sinuosi dei fiumi, soprattutto mi affascina e allo stesso tempo mi sconforta vedere le immense aree desertiche appezzate un po’ ovunque nell’intero globo, dal mostruoso Shahara al deserto dei Gobi, i Canyon dell’Utah fino al centro dell’Australia. Così da questa perlustrazione “casalinga” e dalle esperienze dei miei viaggi, soprattutto in Burkina Faso ove lavoro, ho voluto realizzare una sorta di colonna sonora a le immagini che avevo davanti a me.

“Explore from Satellite” è un doppio Album carico di sonorità che vuole trasmettere l’energia della Terra al viandante virtuale. Nel setacciare i paesaggi sovente risultano dei voli pindarici, dove non si sa più cosa si sta guardando, geometrie geologiche che vogliono ricordare i disegni caleidoscopici, netti confini tra muri vegetali con zone aride quasi a formare frattali, come ho osservato in India nella regione del Madhya Paradesh osservabile a circa 20.000 metri d’altitudine, tra Jaisinghnagar e Bilehra.

“Peace in Deep Abyss” un brano del secondo CD è dedicato a i miei genitori deceduti prematuramente, realizzato il 17 di Agosto il giorno stesso in cui mia madre si è distaccata da questo mondo.

I brani: “Hidden Cavities”, “Indefinite Border” and “Ray of Moonlight on the Rock Mountain” derivano da un vecchio progetto, ovvero, un album tutto dedicato ad un vecchio sintetizzatore analogico, senza aggiungere alcun effetto (riverberi, modulatori, delay), ma ovviamente per dare più enfasi in “Explore from Satellite” non li ho risparmiati.
Esperienza che da già avvio ad un altro progetto sonoro legato questa volta alle similitudini visive e strutturali del mondo Macrocosmico in rapporto a quello Microcosmico, ma sto già raccontando un’altra storia….. Come potrei salutare meglio di …. un gradevole tuffo dallo spazio nel nostro mondo a tutti coloro che ascolteranno Al fine di poter sensibilizzare tutte le problematiche ambientali legate al nostro amato pianeta.
jarguna

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