Brushland


      

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Un Album lento e minimalista, un susseguirsi di frasi elettroniche come un sutra accompagnano per tutto lo sviluppo del brano.

    

    

       

Prima di introdurre Anatexis, un progetto musicale che sto sviluppando da qualche mese ho deciso di pubblicare questo esile Album, fatto di una sola traccia.

La terra, gli spazi aperti, la natura col suo equilibrio che domina il paesaggio é la fonte delle mie ispirazioni, da sempre. La mia dominante non é sempre serena, anzi, sovente esprimo la natura con sonorità grottesche e trame complicate, poiché analizzando bene la natura non si ha l’idea di un “tutto” così pacifico e romantico ma ogni organismo, vegetale o animale che sia devono costantemente combattere per guadagnarsi spazio ed energia. Basta pensare cosa ha adottato le tillandsie o altre piante epifite, cioè che vivono sopra ad altri organismi per avvicinarsi più alla luce e ottenere nutrimento, oppure le piante xerofite, che per avere spazio hanno deciso di vivere su terreni ostili, dove nessuno osa…, per fare un esempio sul mondo animale basti pensare ad alcuni uccelli che vivono sopra a ippopotami o bufali e trarne un reciproco vantaggio, comunque tutto per la battaglia alla sopravvivenza. L’occhio del viaggiatore si posa spesso su luoghi che pochi sanno ghermire e allora si sofferma, sprofonda nel paesaggio, i sensi si assopiscono e ricevono messaggi che non sempre il corpo riconosce, a volte con paure che affiorano, altre come un estasi che pervade la schiena. L’intreccio di questi sensi hanno prodotto Brushland, un susseguirsi di impeto e minimalismo che vogliono descrivere la bellezza delle boscaglie aperte e savane dell’Africa, il riverbero di luce accecante che non ti permette di mettere a fuoco nelle ore centrali, trasformando il paesaggio in una foto sovraesposta, distese di erba giallo oro rinsecchita contrasta con la terra rossa caratteristica del continente e il blu del cielo che svetta sopra la tua testa sembra un quadro di un pittore con una tavolozza dai colori impazziti.

Brushland non ha pretese virtuose, ne grandi melodie, solo un susseguirsi leggeri accordi che ricordano il vento caldo che accarezza l’erba delle grandi praterie del continente africano.

Combatto da anni per la sensibilizzazione all’Ambiente soprattutto a conservare le bellezze che ci sono in questo immenso paese, nella speranza che anche questo leggero Album contribuisca al solito fine.

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Marco Billi

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